Sep
12

accompagnatrice da scopare in Veneto

By admin

L’altra notte ho sognato di essere nel bosco, in un centro attrezzato della forestale dove passo spesso per fare trekking.
Nel sogno ero però con la famiglia seduto in uno dei tanti tavoli di legno sotto gli alberi, fortemente preso da due ragazze che facevano parte di una compagnia sistemata vicino al mio tavolo.
Dopo diverso tempo passato a mandare e ricevere sguardi ammiccanti, le due ragazze si alzano dal tavolo e si dirigono verso un sentiero della boscaglia, lo stesso che dopo pochi secondi intraprendo anch’io senza destare attenzioni.
Le seguo ad una decina di metri con la sensazione di essere stato scoperto da chi mi precede, ma rassicurato dalle risatine eccitate delle due ragazze che continuano a confabulare con accento nordico. Ad un tratto si fermano come se avessero ritenuto il punto in cui si trovavano adatto al loro scopo.
Facendo finta di giocare a nascondino mi avvicino cercando di rimanere nascosto tra i cespugli e mi ritrovo così a circa tre metri dalle ragazze ben mimetizzato, proprio mentre una delle due guarda dalla mia parte confermando all’amica la mia presenza furtiva. A quel punto la ragazza di spalle si alza la gonna quasi sculettando, si sfila le mutande e si accovaccia mostrando entrambi i buchetti. vIo davanti ad un simile spettacolo comincio a fremere e ad ansimare, indeciso se restare nascosto o considerare un simile atteggiamento una sorta di invito al contatto fisico. Decido di restare nell’ombra a guardare la passerina che comincia a pisciare, mentre la ragazza in piedi allarga le natiche dell’amica alle prese con il bisogno
Finito di pisciare scuote il culo e sembra in procinto di rialzarsi, quando avvicinandosi all’amica le sussurra qualcosa nell’orecchio che le fa ridere sonoramente.
Sempre dandomi le spalle si mette a pecorina con le mani intente ad allargare per bene le chiappe, mentre io cerco di capire la situazione arrapato come un cinghiale.
Guardo fisso il buco di quel culo favoloso e all’improvviso la ragazza lascia partire un peto rumoroso e prolungato, sottolineato alla fine da un “ahhh” liberatorio.
Ora ridono a più non posso mentre io col mio coso in mano non so da che parte girarmi per eiaculare senza far rumore.
Purtroppo non faccio in tempo, la sveglia comincia ad urlare proiettandomi nella solita realtà,
ma non prima di essere passato cinque minuti in bagno a continuare quanto interrotto nel sogno.

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