Archive for accompagnatrice verona
accompagnatrice occasionale Veneto
Posted by: | CommentsIl sogno si svolge in casa di amici,
durante una cena dove eravamo un po di amici,
lei era seduta di fronte a me aveva una camicatta bianca che lasciava poco alla fantasia,
la minigonna lasciava intravedere la bellezza delle sue gambe e gli stivali stimolavano tutta la mia fantasia.
Tutta la sera si discuteva con gli amici, gli sguardi tra me e lei erano sempre più frequenti.
Mi alzo per andare in bagno,
e lei con una scusa mi segue, inizio a fare mille pensieri, fino a quando non entra in bagno con me, avevo il cazzo duro,
e le sue tette mi fanno impazzire, senza dire niente si inginocchia e me lo tira fuori, era talmente duro che lo sentivo scoppiare, inizia a leccarmi la cappella e poi tutto giu, e con tanta foga continua a spompinarmi, non posso anzimare ma ero eccitato.
Le mi chiede di inginocchiarmi per leccargli la figa, appena appoggio la lingua sul clitoride lei e gia tutta bagnata,
dopo un po che gli lecco la sua figa,
lei con forza mi siede sulla tazza del bagno e si siede sul mio cazzo, e inizia a dimenarsi con foga,
e talmente eccitata che sbrodola tutta, dopo che e arrivata piu volte mi chiede di entrarla nel culo,
e senza farmelo dire la seconda volta la metto a pecora, e dopo una leccata di culo lo spingo dentro fion al punto di sbattere le palle contro quel culo di marmo,
mentre sto per arrivare lei si gira e si fa sborrare in bocca fino a farselo scorrere in mezzo alle sue tette.
la sveglia suona e il cazzo e duro e ha tanta voglia di Melania.
Loredana escort verona
Posted by: | CommentsStavo rientrando a casa, era una serata estiva, molto calda;
camminando per la strada che costeggia il fiume, noto su una panchina una donna, col volto tra le mani.
Mi soffermo incuriosito, faccio qualche passo per proseguire, quando mi accorgo che sta piangendo.Le chiedo se è tutto ok, lei si volta e noto che è davvero bella, non solo, ma dopo un momento di sorpresa vedo che è Loredana.
Mi riprendo un secondo dalla meraviglia, cerco di capire come mai sia li da sola a piangere.Si ricompone un attimo, mi dice di lasciarla stare, di non preoccuparmi…
io pur non dicendole di averla riconosciuta le offro il mio aiuto e la invito a salire su da me, a sciacquarsi e a risistemarsi.
Dopo qualche tentennamento accetta, si alza e posso notare tutta la sua maestosità:un corpo statuario, lunghi capelli biondi in disordine, un volto bello quanto dolce, le lacrime ancora rigavano quelle guancie cosi tenere…
era vestita in modo sensuale come al solito,
una camicia aperta davanti, che lasciava intravedere un seno rigoglioso, una gonna piuttosto corta, con delle calze trasparenti,
delle scarpe scure col tacco alto.Avviandoci verso casa mi presentai,
lei iniziò a raccontarmi i motivi di quel suo pianto.Una volta giunti a casa le feci togliere la giacca, la feci accomodare sul divano, le chiesi se desiderava qualcosa da bere, al che lei accettò di buon grado.
All’inizio ero un po in soggezione, mi sciolsi e mi andai a sedere vicino a lei.
Notai che mi sorrise, accavallando ancor più le gambe e lasciandosi andare sul divano, appoggiandosi completamente allo schienale…quando lasciò uscire uno dei suoi piedi dalle scarpe, ebbi un sussulto involontario, misto di eccitazione e piacere, lei lo notò, sorrise, si sfilò anche l’altra scarpa, ringraziandomi per l’ospitalità.
Le chiesi se potevo portarle le scarpe nel portascarpe, lei mi ringraziò.
Andai nella stanza accanto,
con quelle scarpe in mano e appena voltato non resistetti…
iniziai a baciarle, succhiando il tacco e la suola…
annusando gli odori magnifici che ne uscivano…
mi slacciai i pantaloni, strusciando le scarpe sul mio cazzo ormai gia duro…
ero eccitatissimo, ma Loredana si era alzata, silenziosa e all’improvviso piombò nella stanza, cogliendomi col pene tra le sue due scarpe.Mi scusai immediatamente, arrossendo:
lei mi disse che se lo immaginava gia, mi offriva pure i suoi piedi…
tornammo sul divano, mi inchinai e le presi un piedino, ancora nella calza, iniziai a leccarlo dolcemente…
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accompagnatrice da scopare in Veneto
Posted by: | CommentsL’altra notte ho sognato di essere nel bosco, in un centro attrezzato della forestale dove passo spesso per fare trekking.
Nel sogno ero però con la famiglia seduto in uno dei tanti tavoli di legno sotto gli alberi, fortemente preso da due ragazze che facevano parte di una compagnia sistemata vicino al mio tavolo.
Dopo diverso tempo passato a mandare e ricevere sguardi ammiccanti, le due ragazze si alzano dal tavolo e si dirigono verso un sentiero della boscaglia, lo stesso che dopo pochi secondi intraprendo anch’io senza destare attenzioni.
Le seguo ad una decina di metri con la sensazione di essere stato scoperto da chi mi precede, ma rassicurato dalle risatine eccitate delle due ragazze che continuano a confabulare con accento nordico. Ad un tratto si fermano come se avessero ritenuto il punto in cui si trovavano adatto al loro scopo.
Facendo finta di giocare a nascondino mi avvicino cercando di rimanere nascosto tra i cespugli e mi ritrovo così a circa tre metri dalle ragazze ben mimetizzato, proprio mentre una delle due guarda dalla mia parte confermando all’amica la mia presenza furtiva. A quel punto la ragazza di spalle si alza la gonna quasi sculettando, si sfila le mutande e si accovaccia mostrando entrambi i buchetti. vIo davanti ad un simile spettacolo comincio a fremere e ad ansimare, indeciso se restare nascosto o considerare un simile atteggiamento una sorta di invito al contatto fisico. Decido di restare nell’ombra a guardare la passerina che comincia a pisciare, mentre la ragazza in piedi allarga le natiche dell’amica alle prese con il bisogno
Finito di pisciare scuote il culo e sembra in procinto di rialzarsi, quando avvicinandosi all’amica le sussurra qualcosa nell’orecchio che le fa ridere sonoramente.
Sempre dandomi le spalle si mette a pecorina con le mani intente ad allargare per bene le chiappe, mentre io cerco di capire la situazione arrapato come un cinghiale.
Guardo fisso il buco di quel culo favoloso e all’improvviso la ragazza lascia partire un peto rumoroso e prolungato, sottolineato alla fine da un “ahhh” liberatorio.
Ora ridono a più non posso mentre io col mio coso in mano non so da che parte girarmi per eiaculare senza far rumore.
Purtroppo non faccio in tempo, la sveglia comincia ad urlare proiettandomi nella solita realtà,
ma non prima di essere passato cinque minuti in bagno a continuare quanto interrotto nel sogno.
